Nutrire il tuo pet con consapevolezza e amore: un confronto tecnico tra le diverse scelte alimentari
Scegliere cosa mettere nella ciotola dei compagni di vita a quattro zampe è diventato un atto d’amore complesso, quasi un dilemma filosofico. Nelle case italiane convivono oltre 14 milioni di cani e gatti, e per ognuno di loro l'alimentazione non è solo "sostentamento", ma il primo pilastro della salute. In un mercato dove il marketing spesso urla più forte della scienza, è vitale tornare alle basi biologiche per capire cosa significhi davvero "nutrire" un organismo animale in modo corretto e bilanciato.
Cani e gatti: carnivori con esigenze biologiche differenti
Sebbene il cane e il gatto appartengano all'ordine dei Carnivora, la loro biologia condivide radici comuni ma strade metaboliche molto diverse. Entrambe le specie possiedono caratteristiche fisiche progettate per il consumo di proteine animali: un apparato digerente corto e acido, una dentatura adatta a lacerare e un olfatto che rappresenta il primo motore della fame. Se l'animale non percepisce l'aroma del cibo, tende a rifiutarlo. Inoltre, condividono la cosiddetta "fase cefalica" della digestione: la temperatura ideale del pasto per entrambi è di 37-38°C, poiché calore e odore segnalano al cervello che si sta consumando una "preda", attivando immediatamente la produzione di succhi gastrici e migliorando la digeribilità.
Tuttavia, millenni di evoluzione hanno creato una distinzione netta tra carnivoro obbligato e carnivoro opportunista.
Il gatto: il carnivoro stretto (obbligato) Il metabolismo del gatto è una macchina iperspecializzata e rigida. Viene definito carnivoro obbligato perché il suo organismo non è in grado di sintetizzare autonomamente nutrienti vitali come la taurina, l'acido arachidonico o la vitamina A preformata. Questi elementi devono necessariamente essere assunti dai tessuti animali. Inoltre, il gatto non possiede i recettori per il gusto dolce e mantiene abitudini da cacciatore solitario, preferendo consumare fino a 15 piccoli pasti distribuiti tra giorno e notte.
Il cane: il carnivoro opportunista A differenza del gatto, il cane ha subito una trasformazione genetica profonda durante la domesticazione. Sebbene derivi dal lupo, il cane moderno possiede il gene per l’amilasi pancreatica. Questa caratteristica unica gli permette di digerire e trarre energia dagli amidi cotti con un'efficienza che il gatto non avrà mai. Questo "opportunismo" metabolico lo rende capace di trarre nutrimento non solo dalla carne ma anche da fonti vegetali, adattandosi a una dieta più flessibile ereditata dai millenni passati a stretto contatto con gli scarti delle tavole umane.
L'Alimentazione Industriale: Secco vs Umido e i segreti delle Etichette
L'alimentazione commerciale si divide in due grandi mondi che presentano differenze biochimiche profonde. L'alimento secco (crocchette) ha un'umidità inferiore al 10%; è estremamente pratico e denso di energia, ma richiede che l'animale beva molto per compensare la mancanza di liquidi. L'alimento umido, con la sua idratazione che supera il 70-80%, è molto più vicino alla composizione naturale di una preda. È fondamentale per il gatto — che per natura tende a bere poco — per proteggere le vie urinarie e i reni. Un'alimentazione esclusivamente secca nel felino può rappresentare un rischio clinico; l'ideale sarebbe sempre un mix o una prevalenza di umido.
La distinzione tra cibo Completo e Complementare
Uno degli errori più comuni è confondere queste due diciture legali. Un Cibo Completo è formulato per fornire tutti i nutrienti necessari nelle giuste proporzioni: può costituire l'unica fonte di nutrimento per l'animale a lungo termine senza causare carenze. Un Cibo Complementare, invece, non è bilanciato. Spesso si tratta di soli filetti di carne o pesce (comuni in molti umidi "luxury" per gatti). Se usato come dieta esclusiva, porta a gravi deficit nutrizionali; deve essere considerato solo come un "extra" o integrato in un piano alimentare specifico.
Come leggere le etichette (Senza farsi ingannare)
L'etichetta è l'unico documento legale che attesta la qualità del prodotto. Ecco come analizzarla nei dettagli:
L'ordine degli ingredienti: Sono elencati obbligatoriamente per peso decrescente prima della lavorazione. Se il primo ingrediente è "Pollo fresco (20%)", bisogna ricordare che dopo la cottura, persa l'acqua, quel peso scenderà a circa il 6% del totale, finendo potenzialmente sotto i cereali nella classifica reale.
Le percentuali legali: Le parole usate hanno un peso normativo preciso. "Gusto pollo" significa che il pollo può essere presente allo 0% (solo aroma); "Con pollo" garantisce il 4%; "Ricco in pollo" indica il 14%, mentre la dicitura "Pollo" (senza altre parole) deve garantire almeno il 26%.
Le Ceneri Grezze: Rappresentano i minerali residui. Se questo valore supera il 9-10%, spesso indica l'uso di scarti ossei e connettivali invece di carne muscolare di qualità.
La Dieta Casalinga: Cucinare con Coscienza (Non sono avanzi!)
Preparare i pasti in casa è l'espressione massima di cura, ma la dieta casalinga non deve essere confusa con la somministrazione degli avanzi della tavola umana, che sono spesso tossici o sbilanciati. Significa preparare un pasto apposito, con ingredienti scelti, pesati e cucinati per il pet. Il "fai-da-te" senza guida medica è estremamente pericoloso: statisticamente, il 95% delle ricette improvvisate è carente di nutrienti essenziali.
Per il cane, la ciotola deve essere composta da una quota di proteine nobili (come tacchino, manzo o merluzzo) cucinate delicatamente, una fonte di carboidrati come il riso (che deve essere stracotto e sciacquato abbondantemente per eliminare l'amido superficiale irritante), una parte di fibre vegetali e una quota di grassi sani. Per il gatto, la composizione deve essere quasi esclusivamente proteica e lipidica, riducendo al minimo o eliminando del tutto i carboidrati. In entrambi i casi, è indispensabile l'aggiunta di un integratore minerale-vitaminico specifico prescritto da un esperto, fondamentale per prevenire gravi danni scheletrici e metabolici.
La Dieta BARF: Il ritorno alle origini (Esempi e Rischi)
La BARF (Biologically Appropriate Raw Food) punta a replicare la struttura nutrizionale di una "preda intera" utilizzando carne cruda, organi e ossa polpose. La composizione tipica si basa sulla regola dell'80% di prodotti animali e il 10-20% di vegetali o ossa.
Nel cane, la ciotola BARF prevede carne muscolare per l'energia e gli amminoacidi, organi come fegato, cuore e milza per le vitamine e il ferro, e ossa polpose per l'apporto naturale di calcio. Nel gatto, essendo un predatore piccolo e specializzato, la BARF richiede una quota di taurina altissima e un'attenzione maniacale alla freschezza degli organi, poiché il felino è estremamente sensibile alla degradazione dei nutrienti. La carne cruda espone però a rischi batterici (Salmonella, E. coli): è vitale utilizzare carne certificata, rispettare la catena del freddo e non somministrare mai ossa cotte, che diventano fragili e letali per l'apparato digerente.
Etica e Biologia: Il dibattito Vegano e Vegetariano
Oggi molti proprietari scelgono per sé uno stile di vita plant-based e vorrebbero estenderlo ai propri pet. Qui la scienza veterinaria pone dei limiti chiari e inderogabili basati sulla biologia della specie. Nonostante il cane possa mostrare una maggiore flessibilità metabolica rispetto al felino, la realtà clinica è che sia il cane che il gatto necessitano di prodotti di origine animale per mantenere uno stato di salute ottimale a lungo termine. I nutrienti essenziali come gli amminoacidi taurina e carnitina, le vitamine del gruppo B e la vitamina A preformata si trovano esclusivamente, o in forma biodisponibile, nelle carni e negli organi.
Per il cane, sebbene esistano in commercio formulazioni vegetali industriali cariche di additivi sintetici (come le crocchette vegane), una dieta vegana rimane altamente sconsigliata. È possibile introdurre componenti vegetali nella ciotola, ma ciò deve avvenire esclusivamente sotto la stretta supervisione del veterinario o del nutrizionista di riferimento e sempre come integrazione o aggiunta a una dieta bilanciata, mai come scelta alimentare esclusiva. Una dieta vegana forzata e non monitorata può portare, nel tempo, a gravi patologie come le cardiomiopatie.
Per il gatto, invece, non esiste alcun margine di trattativa: è un carnivoro stretto e privarlo delle proteine e dei grassi animali significa condannarlo a cecità, insufficienza cardiaca e una morte lenta per carenze nutrizionali. Per un felino, il consumo di prodotti animali non è un'opzione etica, ma una necessità biologica vitale e insostituibile.
Il Consiglio del Veterinario Nutrizionista: Gestione professionale della salute
Una gestione corretta dell'alimentazione richiede competenze tecniche che vanno oltre la semplice scelta del prodotto.
Ecco alcuni pilastri fondamentali:
Temperatura e Fase Cefalica: Riscaldare il cibo a 37-38°C non serve solo all'appetibilità, ma sprigiona gli aromi che attivano la produzione di succhi gastrici, migliorando la digeribilità.
Monitoraggio del Peso Metabolico: Non bisogna guardare solo il peso sulla bilancia, ma la condizione corporea. I muscoli bruciano molta più energia del grasso; un animale atletico ha necessità caloriche differenti da uno sedentario.
Le Feci come Termometro: La qualità delle feci è lo specchio della salute intestinale. Devono essere piccole e compatte; se sono troppo voluminose, molli o maleodoranti, l'alimento non è di qualità o non è adatto a quell'organismo.
Snack e Prevenzione: Ogni premio deve essere sottratto dalla razione giornaliera per prevenire l'obesità, che è la prima causa di malattie metaboliche nei pet.
In caso di dubbi sulla composizione della dieta, sui dosaggi o sulla qualità di un alimento, è imperativo contattare sempre il proprio veterinario o un nutrizionista esperto. Solo un professionista può formulare un piano alimentare sicuro e bilanciato.
Trovare l'equilibrio perfetto per il benessere dei nostri animali
Non esiste una dieta "perfetta" universale, esiste quella perfetta per l'animale in base alla sua età, salute e stile di vita. La salute inizia dalla ciotola: che sia secco, umido, cotto, crudo o un mix consapevole delle tre diete presentate, l'importante è che la scelta sia guidata dalla scienza e che monitori costantemente lo stato di benessere dell'animale affinché non manchi mai alcun nutriente necessario.
Fonti e Riferimenti Scientifici
NRC: https://www.nationalacademies.org/our-work/nutrient-requirements-of-dogs-and-cats
FEDIAF (2025): https://fediaf.org/self-regulation/nutrition.html
WSAVA (2024): https://wsava.org/global-guidelines/global-nutrition-guidelines/
Pedrinelli et al. (2019): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31133544/
Knight et al. (2024): https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0265662
BVA (British Veterinary Association): https://www.bva.co.uk/news-and-blog/blog-list/is-it-safe-to-feed-a-vegan-diet-to-your-pet/








Commenti
Posta un commento